
Torino soffocata dallo smog – Dove si respira peggio? I cittadini mappano l’aria e trovano le zone più inquinate. Il progetto
A Torino cresce l’attenzione per la qualità dell’aria e per i rischi legati all’inquinamento atmosferico. Per comprendere meglio quali siano le aree maggiormente esposte allo smog, alcuni cittadini hanno deciso di partecipare a un progetto chiamato «Non è aria fritta», promosso dall’associazione Planetary Health Challenge con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
L’iniziativa coinvolge volontari che percorrono le strade cittadine utilizzando piccoli dispositivi da portare nello zaino o al collo, capaci di rilevare gli agenti inquinanti e registrare la posizione geografica. Le informazioni raccolte durante gli spostamenti quotidiani, in bicicletta, a piedi o con i mezzi pubblici, serviranno a realizzare una mappa digitale per individuare i percorsi più sicuri e quelli caratterizzati da livelli di inquinamento elevati.
Tra le zone che destano maggiore preoccupazione troviamo Barriera di Milano e le strade particolarmente trafficate. Il problema riguarda soprattutto chi vive vicino alle principali arterie stradali, spesso in quartieri con abitazioni meno costose, ma anche lavoratori all’aperto, bambini e anziani. Si tratta di una disparità ambientale che non coinvolge tutti i cittadini nello stesso modo.
Secondo il rapporto Mal’Aria 2026 di Legambiente, Torino continua ad avere problemi legati alla qualità dell’aria. Nel corso del 2025 sono stati registrati 39 giorni di superamento dei limiti giornalieri di PM10, quattro in più rispetto ai 35 consentiti. La città si trova inoltre al secondo posto, dopo Napoli, tra quelle più distanti dai nuovi parametri europei sul biossido di azoto, che entreranno in vigore nel 2030.
In Barriera di Milano, dove una volontaria dell’associazione Acmos effettua più volte gli stessi percorsi in momenti differenti della giornata, confrontando i risultati ottenuti. Anche un’altra partecipante, che si sposta quotidianamente tra Lingotto e Madonna di Campagna, raccoglie misurazioni mentre utilizza la bicicletta, cammina o prende il treno. I dati registrati l’hanno già spinta a cambiare alcune abitudini.
Il porgetto mettere in evidenza anche le disuguaglianze legate all’inquinamento. Chi abita vicino alle strade più trafficate, spesso in quartieri caratterizzati da affitti più economici, è maggiormente esposto e ha meno possibilità di scegliere ambienti meno contaminati. Particolare attenzione viene riservata anche a bambini, anziani e persone che lavorano all’aperto.