
118, Valle (PD): “La Regione risolve una disparità e rischia di crearne altre. Qual è il senso di un servizio unitario nella direzione e nelle procedure ma frammento nel rapporto di lavoro?”
Torino – 118, Valle (PD): “La Regione risolve una disparità e rischia di crearne altre. Qual è il senso di un servizio unitario nella direzione e nelle procedure ma frammento nel rapporto di lavoro? Serve una prospettiva chiara”
L’audizione dei sindacati CGIL e UIL e dei rappresentanti del sistema dell’emergenza- urgenza in Commissione – dichiara Daniele Valle
Vicepresidente commissione Sanità – “conferma che sul nuovo accordo del 118 restano questioni importanti alle quali la Regione deve dare una risposta:
– stesse professionalità, trattamenti diversi: bisogna spiegare perché l’armonizzazione riguardi solo il personale del 118, ignori totalmente il personale della continuità territoriale del 116117 e tralasci le conseguenze rispetto agli stessi profili professionali impiegati negli altri servizi;
– salario accessorio: occorre chiarire come sia possibile armonizzarlo mantenendo i lavoratori alle dipendenze di quattro aziende con fondi e contrattazioni integrative differenti. E, visti i chiari di luna, come verrà armonizzato: al ribasso o al rialzo?
– risorse: devono essere certe, strutturali e soprattutto aggiuntive, senza ridurre quelle disponibili per gli altri dipendenti. La stessa Regione ha previsto che per raggiungere l’armonizzazione nel 2027-2028 dovranno essere individuate risorse aggiuntive.
– modello organizzativo e regole contrattuali: si vuole una struttura nella quale il servizio, le procedure, gli standard, la formazione sono coordinati unitariamente ma i rapporti di lavoro rimangono frammentati tra aziende diverse. Perché si è abbandonato il progetto di trasferimento del personale sotto azienda zero?
– il rapporto con il sistema convenzionato e il volontariato: la riorganizzazione del 118 deve tenere insieme tutte le componenti dell’emergenza territoriale. Non si può discutere dell’assetto del servizio senza considerare anche chi garantisce quotidianamente sul territorio una parte essenziale del soccorso e senza dare certezze alle associazioni che concorrono al funzionamento del sistema.
– perché passare da uno a quattro poli formativi, con relativi costi, in un percorso che vuole essere di omogeneizzazione del servizio?
La questione non può diventare una contrapposizione tra lavoratori, né tra le diverse componenti del sistema. Il personale del 118 deve essere valorizzato, ma non possiamo accettare che per eliminare una disparità se ne producano di nuove.
La Regione porti quindi in Commissione tutti gli elementi dell’accordo: prospettive e obbiettivo di lungo termine, coperture economiche, criteri di armonizzazione e conseguenze sui fondi delle quattro aziende. È su questi dati che bisogna fare chiarezza.