
Orsini (Confindustria) a Berlino: «L’Europa dia risposte concrete alle imprese, e in fretta. Competitività ed energia sono i punti su cui intervenire»
l presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, è a Berlino per il vertice trilaterale con le omologhe associazioni industriali di Germania e Francia. Le tre organizzazioni hanno firmato una dichiarazione congiunta contro la deindustrializzazione del continente.
«Il messaggio che portiamo è uno: l’Europa deve dare risposte concrete alle imprese, e deve farlo in fretta».
La prima sfida indicata da Orsini è la competitività. Le aziende europee si misurano con concorrenti di Paesi che producono con regole molto diverse e spesso più vantaggiose, senza gli stessi obblighi sociali e ambientali. Uno squilibrio che rischia di penalizzare l’industria del continente e di accrescere la dipendenza dall’estero. «Senza industria non ci sono lavoratori, occupazione e crescita».
Per questo, secondo il leader degli industriali, serve un’Europa capace di tutelare non solo i cittadini ma anche il proprio sistema produttivo. I numeri, ha ricordato citando il commissario Séjourné, parlano chiaro: l’anno scorso l’Europa ha perso un milione di lavoratori e nel 2026 si rischia di arrivare a due milioni.
“La prima sfida è la competitività, che dobbiamo difendere – dichiara Orsini – ” Oggi le nostre imprese competono con Paesi che producono con regole molto diverse dalle nostre, spesso più vantaggiose, e senza la stessa responsabilità sociale e ambientale. Questo squilibrio rischia di penalizzare le industrie europee e di aumentare la nostra dipendenza dall’estero. Per evitarlo serve un’Europa capace di tutelare non solo i propri cittadini, ma anche la propria industria, perché senza industria non ci sono lavoratori, occupazione e crescita. E i numeri lo confermano già: come ci ha ricordato il commissario Séjourné, l’anno scorso l’Europa ha perso un milione di lavoratori, e quest’anno si rischia di arrivare a due milioni. Per riuscirci, però, dobbiamo creare condizioni abilitanti a fare impresa. E qui il tema dell’energia è inevitabile: i costi sono ancora fuori scala in tutto il continente. Sono un europeista convinto e tengo molto all’ambiente, ma alcune delle regole che ci siamo dati, dall’ETS al TTF per il gas, hanno sbagliato obiettivo. Se non riportiamo l’energia a prezzi sostenibili, rischiamo di spingere i nostri imprenditori a investire e produrre altrove. È su queste priorità che ci confrontiamo oggi a Berlino: nessuno Stato ce la può fare da solo, e il futuro dell’industria europea non può aspettare”.