
Il colosso del lusso Kering crolla in Borsa: punte di -16%, bruciati miliardi di euro – Ecco i motivi
Il gruppo Kering, proprietario di marchi prestigiosi come Gucci, Saint Laurent, Balenciaga e Bottega Veneta, ha subito una pesante caduta in Borsa dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2026. Nella seduta di venerdì 23 ottobre, il titolo ha perso fino al 16,57%, scendendo a 178,20 euro e cancellando oltre 4 miliardi di euro di capitalizzazione.
A pesare maggiormente sono stati i risultati deludenti di Gucci, marchio fondamentale per i ricavi del gruppo. Le vendite sono diminuite del 6% a cambi costanti, mentre quelle realizzate nei negozi gestiti direttamente dall’azienda hanno registrato una contrazione del 9%, peggiore rispetto alle previsioni degli analisti. Anche le prospettive economiche restano poco incoraggianti: il margine operativo previsto per il 2026 dovrebbe fermarsi al 12,8%, senza miglioramenti significativi nella seconda metà dell’anno.
Un altro elemento critico è rappresentato dalla debolezza dei consumi in Cina, mercato strategico per l’industria della moda di alta gamma. Il rallentamento degli acquisti sta penalizzando numerose aziende del settore, mentre alcune società finanziarie, tra cui Barclays e Jefferies, hanno ridotto le proprie valutazioni sul titolo Kering, alimentando le vendite da parte degli investitori.
Le ripercussioni hanno coinvolto anche gli altri protagonisti del lusso europeo. Hermès ha perso circa il 4%, mentre LVMH ha registrato una flessione dell’1,5%. Nel complesso, il comparto ha subito una forte riduzione della capitalizzazione, risentendo delle incertezze economiche e della diminuzione della domanda globale.
L’arrivo di Luca de Meo alla guida di Kering aveva alimentato speranze di rilancio, grazie alla sua esperienza manageriale. Ma risanare un gruppo del lusso non significa soltanto contenere i costi e migliorare l’organizzazione: occorre anche rafforzare l’identità dei marchi e riconquistare l’interesse dei clienti. Una trasformazione che richiede tempo, mentre i mercati finanziari chiedono risultati rapidi. La sfida sarà quindi rilanciare il valore dei brand senza indebolirne l’identità creativa.