
In Piemonte continua l’emergenza incendi – Le fiamme divorano i boschi e circondano i rifugi. La situazione
L’emergenza incendi continua a mettere in ginocchio il Piemonte, dove le fiamme non danno tregua alle vallate montane e costringono i soccorritori a un lavoro incessante. Il fumo ha nuovamente invaso numerose aree dell’Alto Piemonte, rendendo l’aria irrespirabile e alimentando una situazione sempre più complessa, aggravata dal caldo eccezionale e dal vento.
In Valsesia, uno dei fronti più delicati interessa la zona sopra Varallo, dove un denso pennacchio di fumo ha raggiunto il rifugio Res Spanna Osella. Vigili del fuoco e squadre dell’Antincendi boschivi (Aib) sono stati trasportati in elicottero per proteggere la struttura, supportati dai continui lanci d’acqua dei mezzi aerei. Al momento il rifugio non sarebbe direttamente minacciato, poiché l’incendio principale resta confinato sul versante nord e la vegetazione circostante è limitata.
La situazione viene monitorata costantemente anche in altre località della valle. A Seccio di Boccioleto non si registrano criticità da alcuni giorni, mentre a Cravagliana proseguono le operazioni di bonifica nelle aree interessate dal fumo. Restano sotto osservazione anche Rima e il tratto tra Cervatto e Fobello, dove un elicottero è pronto a intervenire in caso di nuovi focolai. Per raggiungere le zone più difficili è previsto inoltre l’impiego dell’elicottero pesante Erickson.
Criticità anche nel Verbano-Cusio-Ossola. A Monte Zuoli, nel territorio di Omegna, il forte vento ha provocato la caduta di un albero sulle linee elettriche di media tensione, causando l’innesco di un nuovo incendio. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e volontari Aib, che hanno lavorato per ore per contenere il rogo, mentre le operazioni di bonifica sono ancora in corso.
A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono le temperature eccezionalmente elevate. Alla Capanna Margherita, sul Monte Rosa, a 4.554 metri di quota, il termometro ha raggiunto i +6 gradi, un valore anomalo che favorisce l’essiccamento della vegetazione e rende ancora più difficile il lavoro delle centinaia di operatori impegnati nella difesa del patrimonio boschivo piemontese.