
Italia fra i Paesi peggiori d’Europa per stipendi post laurea – La classifica
L’Italia continua a occupare le ultime posizioni in Europa per quanto riguarda le retribuzioni destinate ai neolaureati. Secondo i dati della Mercer Total Remuneration Survey 2024, il nostro Paese si colloca al 15° posto su 17 nazioni analizzate, con una retribuzione annua iniziale media di circa 30.500 euro.
Il confronto con gli altri Stati europei evidenzia un notevole divario. In Svizzera, ad esempio, un giovane laureato può percepire oltre 82.000 euro all’anno all’inizio della carriera, mentre in Germania la media supera i 52.000 euro e in Austria si avvicina ai 50.000 euro. Si tratta di differenze molto significative che non possono essere spiegate soltanto dal diverso costo della vita, ma anche dalla maggiore capacità di alcuni mercati del lavoro di riconoscere e valorizzare le competenze dei giovani professionisti.
Italia gli stipendi di ingresso sono cresciuti del 5,4% rispetto al 2021, ma il miglioramento non è stato sufficiente a ridurre il distacco dalle principali economie europee. Il Paese rimane infatti tra gli ultimi della classifica, superando soltanto poche realtà.
Questa situazione alimenta un fenomeno sempre più diffuso: molti laureati decidono di cercare lavoro oltre confine, attratti da salari più elevati, prospettive di carriera migliori e maggiori opportunità di crescita professionale. La Svizzera rappresenta una delle destinazioni più ambite proprio grazie agli stipendi particolarmente competitivi e a un mercato occupazionale considerato più dinamico.
Il problema, tuttavia, va oltre il semplice confronto tra buste paga. La difficoltà nel trattenere i giovani qualificati mette in evidenza una questione più ampia che riguarda la capacità del sistema economico italiano di essere attrattivo e competitivo. Retribuzioni contenute, limitate possibilità di avanzamento e scarsi incentivi rischiano infatti di favorire ulteriormente la cosiddetta “fuga dei cervelli”, con conseguenze negative sullo sviluppo e sull’innovazione del Paese.
La classifica da Pmi.it