
Orsini (Confindustria) lancia l’allarme: “L’Europa non sta costruendo le condizioni necessarie per fare impresa. Serve un piano contro la concorrenza cinese”
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha nuovamente criticato le politiche europee, ritenute insufficienti a garantire condizioni adeguate alle imprese. Secondo Orsini, la Cina conquista quote di mercato grazie a costi inferiori e regole differenti. Il deficit commerciale europeo verso Pechino ha raggiunto 376 miliardi di euro, quello italiano 46 miliardi. Da qui la richiesta di un piano industriale europeo e di misure per tutelare la competitività delle aziende.
“L’Europa oggi non sta costruendo le condizioni necessarie per continuare a fare impresa qui – ha dichiarato Orsini, che aggiunge: “E mentre le nostre aziende devono rispettare regole e vincoli sempre più stringenti, la Cina porta avanti una strategia precisa: conquistare le industrie di base dell’Europa e degli altri Paesi. Negli ultimi anni, la catena del valore cinese è entrata sempre più profondamente nella nostra, fino a diventarne parte integrante. Basta guardare alle piattaforme dove acquistiamo lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi: di prodotti europei ne restano ormai pochissimi.
Il meccanismo è semplice. Chi non è tenuto a rispettare le stesse regole produce a costi più bassi, arriva sul nostro mercato e vince sul prezzo. Poi siamo noi stessi europei a comprare quei prodotti. E i numeri confermano la portata del problema: il deficit commerciale dell’Europa nei confronti della Cina ha raggiunto i €376 miliardi, mentre quello italiano vale €46 miliardi. Ogni anno, inoltre, l’Italia acquista dalla Cina €14-16 miliardi in più di quanto riesca a venderle. Per questo serve un piano industriale europeo e serve proteggersi da quegli Stati che operano in condizioni completamente diverse dalle nostre e che finiscono per mettere fuori mercato le industrie europee. L’Europa deve svegliarsi, perché oggi non crea le condizioni necessarie per poter fare impresa in questo Paese”.