
Torino, Idropolitana: la talpa ‘Gaia’ si è fermata per manutenzione. Ecco a che punto sono i lavori
Procedono i lavori per la realizzazione dell’“idropolitana”, la nuova grande infrastruttura sotterranea destinata a migliorare il sistema fognario dell’area torinese. Dopo aver scavato circa 2,6 chilometri di galleria, la talpa meccanica “Gaia” è stata momentaneamente fermata per consentire un programma di manutenzione ordinaria indispensabile al proseguimento delle attività.
La macchina impiegata nel cantiere è una Tunnel Boring Machine (TBM), un’imponente attrezzatura utilizzata per scavare gallerie in modo automatizzato e installare contemporaneamente il rivestimento interno del tunnel. Con un diametro superiore ai quattro metri, rappresenta uno degli elementi centrali dell’intero progetto. Nei prossimi giorni la parte anteriore della fresa verrà riportata in superficie per essere sottoposta a controlli e interventi tecnici programmati. Una volta completate le verifiche, la macchina riprenderà il proprio percorso lungo il tratto successivo, che si estenderà per circa quattro chilometri.
L’opera rientra nel piano di costruzione di un nuovo collettore fognario di grandi dimensioni destinato a servire Torino e numerosi comuni della Città Metropolitana. L’attività di scavo era iniziata circa un anno fa dal pozzo situato in strada dell’Arrivore, a una profondità di circa venti metri sotto il livello stradale. Da allora “Gaia” ha mantenuto un ritmo costante, avanzando mediamente di una ventina di metri al giorno.
Il funzionamento della TBM richiede un’organizzazione complessa e continua. Il cantiere è infatti operativo ventiquattro ore su ventiquattro attraverso tre turni giornalieri che coinvolgono oltre quattrocento tra tecnici specializzati, operai e personale di supporto. Dietro la testa di scavo si sviluppa inoltre una lunga struttura logistica di circa 130 metri, fondamentale per il trasporto dei materiali, la gestione delle attrezzature e lo smaltimento del terreno estratto durante l’avanzamento.
Una volta terminata, l’infrastruttura avrà un ruolo strategico per l’intero territorio metropolitano. Oltre al capoluogo piemontese, il nuovo collettore sarà al servizio di una ventina di comuni situati soprattutto nelle aree meridionali e occidentali della provincia, contribuendo a rendere più efficiente la raccolta e il trattamento delle acque reflue e a rafforzare l’intero sistema fognario della zona.