
Torino – Stellantis ferma il “cuore” di Mirafiori per quasi un mese: ferie nel periodo di picco produttivo. Fiom: “Siamo allarmati”
Ancora preoccupazioni per il futuro dello stabilimento Stellantis di Mirafiori. A pochi giorni dalla conclusione di uno stop produttivo di sei giorni, causato dalla carenza di componenti legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz, l’azienda ha comunicato un prolungamento della pausa estiva nel reparto Carrozzerie, il settore dove vengono assemblate le vetture.
La chiusura interesserà l’ultima settimana di luglio e le prime tre settimane di agosto, portando il periodo di ferie complessivo a quattro settimane invece delle due inizialmente previste. Una decisione che arriva proprio nel periodo in cui, normalmente, la produzione dovrebbe raggiungere i livelli più elevati dell’anno. Secondo molti osservatori, questa scelta potrebbe essere legata a una domanda inferiore alle attese per la Fiat 500, oggi unico modello prodotto nello stabilimento torinese nelle versioni elettrica e ibrida.
La situazione alimenta ulteriori dubbi sulle prospettive produttive dell’impianto, soprattutto dopo che la stessa Stellantis ha riconosciuto la difficoltà nel raggiungere l’obiettivo delle 100 mila vetture assemblate nel corso del 2026.
La Fiom-Cgil Torino esprime forte preoccupazione: “Siamo allarmati”. Il sindacato sottolinea che “In altri momenti questa non sarebbe stata una ‘notizia’ ma nel periodo in cui si dovrebbe essere al picco produttivo e, secondo le previsioni aziendali, non ci sarebbero dovuti essere ponti e le settimane di ferie sarebbero dovute essere due, questo ci allarma e non poco”.
L’organizzazione sindacale richiama inoltre l’attenzione sulla situazione occupazionale: tra luglio e settembre è prevista la scadenza di circa il 40% dei contratti interinali sottoscritti a inizio anno. Il timore è che il rallentamento produttivo possa tradursi nel mancato rinnovo di questi lavoratori, con il rischio concreto di un nuovo ricorso alla cassa integrazione.
La Fiom guarda con apprensione anche al medio termine. Dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato Antonio Filosa, secondo cui i nuovi modelli della Fiat 500 non arriveranno prima del 2030, il sindacato ribadisce la necessità di assegnare a Mirafiori nuove produzioni. Senza ulteriori modelli, avverte, l’intera filiera che lavora per Stellantis potrebbe attraversare una fase molto difficile, con ripercussioni su aziende dell’indotto e livelli occupazionali. Per questo la richiesta resta quella di introdurre “un nuovo modello e un’altra linea produttiva” per garantire un futuro più stabile allo storico stabilimento torinese.