Finalmente il Piemonte riparte (al 70%) – Mascherine e obblighi per tutti “Insieme ce la faremo”

04/05/2020

Al via anche in Piemonte la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Da questa mattina, lunedì 4 Maggio, sono riprese quasi il 70 per cento delle attività: ciò vuol dire che oltre 900 mila addetti sono stati richiamati al lavoro, in circa 250 mila aziende.

C’è chi continuerà a portare avanti il proprio lavoro in modalità smart working, da casa. Molti altri invece riempiranno fabbriche, cantieri o si recheranno negli studi professionali.

La riapertura in Piemonte interessa inoltre alberghi, librerie, negozi di abbigliamento per bambini, cartolerie.
In regione è stato sancito l’obbligo delle mascherine in tutti i luoghi chiusi con accesso al pubblico: negozi, supermercati, uffici e mezzi pubblici.
Inizia dunque una fase delicatissima, nella quale aumenterà significativamente il numero delle persone che circoleranno. La lotta al contagio, pertanto,  potrà avere successo soltanto con l’impegno di tutti a rispettare le misure di sicurezza.

Questa la lettera che la sindaca di Torino Chiara Appendino ha scritto agli abitanti della sua città:

Ci siamo.
Domani inizierà la cosiddetta Fase 2.
Ma facciamo un passo indietro e vediamo, ora che volge al termine, cosa è stata la Fase 1.
La Fase 1 è stata un fulmine a ciel sereno, che ha significato per troppe persone nel peggiore dei casi, lutti e malattia. Nel migliore solitudine, isolamento, disagio psicologico, crisi economica e una grande nube scura sul futuro proprio e della propria famiglia.
Certo, come in tutte le esperienze è rimasto qualcosa di buono da portarsi dietro. Ma evitiamo ipocrisie e diciamolo chiaramente: ce la saremmo evitata volentieri.
E come hanno reagito i torinesi a questa Fase 1?
Bene. Per quanto mi riguarda – lo dico da sindaca di questa straordinaria città – nel migliore dei modi possibili.
I torinesi hanno rispettato le regole dettate dalle Istituzioni. Hanno dimostrato (ancora una volta) rara generosità. Hanno dato vita a iniziative di solidarietà che non dimenticheremo mai.
“La situazione è grave” si diceva, ed era vero. Le immagini da Bergamo delle bare trasportate dall’Esercito ce lo hanno confermato molto chiaramente.
Bogia nen
E ancora una volta Torino ha risposto: “Sì, ma da sì nojàutri i bogioma nen”.
Ed eccoli lì, i torinesi che fanno quadrato intorno alle famiglie in difficoltà, che lottano fino all’ultimo per tenere in piedi le loro aziende, che si mettono a disposizione con centinaia di iniziative di solidarietà, che invadono il numero della Protezione Civile e la mail di Torino Solidale per mettersi a disposizione e donare ciò che possono.
E, torno a ripetere, non date retta a quelli che vi dicono che i cittadini non rispettano le regole, che siamo una banda di menefreghisti e che serve l’Esercito a presidio di ogni via.
Non è così. Qualcuno che non ha rispettato le regole c’è stato, è vero ma è stata un’esigua minoranza. Torino ha dimostrato di essere un esempio virtuoso da cui c’è molto da imparare.
E veniamo ora alla Fase 2
Voglio essere altrettanto sincera: la crisi è tuttora in atto e la strada per superarla è ancora lunga.
Questa Fase 2, che inizierà domani, sarà un primissimo passo verso la riconquista di piccoli spazi di libertà.
Torneranno al lavoro 80.000 persone, si potrà finalmente vedere di nuovo i nostri cari, avremo qualche libertà in più per ciò che riguarda gli spostamenti.
Ma nessuno pensi che sia un “liberi tutti”. Non lo è in alcun modo e d’altronde con i numeri che stiamo ancora vedendo in Piemonte non potrebbe esserlo.

Noi, come abbiamo avuto modo di dirvi e continueremo a raccontarvi, stiamo facendo tutto ciò che è possibile per aiutare i cittadini in questa nuova fase.
Dopodiché, esattamente come nella Fase 1, la differenza la farà ognuno di noi.
La faranno ancora una volta la nostra responsabilità e il nostro senso di comunità.
I controlli ci saranno, come sempre, ma ognuno di noi capisce che non è fisicamente possibile controllare ogni singola via, strada, piazza, parco o giardino della Città.
A nulla possono i controlli se non ci sono l’altruismo e la responsabilità dei cittadini. Le distanze di sicurezza per evitare il contagio, il divieto di assembramento, le mascherine ove obbligatorio. Sono semplici regole che dobbiamo continuare a seguire.
Non chiedeteci poi di regolare o normare ogni singola azione. Non sarebbe possibile. E non farebbe onore a quella responsabilità mostrata fin qui.
Le Istituzioni hanno piena fiducia nei loro cittadini. Fiducia che si è dimostrata essere ben riposta. Vi chiediamo di averne nelle Istituzioni e, insieme, superare anche questa fase.
Certo, per averla attendiamo risposte forti da tutti i livelli di Governo. La Città di Torino sta facendo tutto il possibile e continuerà a farlo, dall’attuazione del grande piano per la mobilità al ridisegno in generale dei nostri servizi passando per il rilancio del piccolo commercio ci attendono grandi sfide.
Dalla Regione ci aspettiamo un’accelerata significativa su tamponi e test sierologici, sulla distribuzione delle mascherine e sulla protezione di tutti coloro che sono in prima linea, in primis nella sanità, a fronteggiare l’emergenza.
Dal Governo che si prosegua spediti sugli aiuti economici immediati per le imprese e le famiglie, per il commercio e per il turismo e sulla preparazione a una ripartenza dell’economia che non potrà permettersi battute di arresto.
Sono sicura che da tutto questo ne usciremo più forti di prima.
Grazie per tutto quello che state facendo e che farete.

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