Apre in Piemonte una nuova struttura d’eccellenza per le fragilità cognitive. Il progetto

04/03/2023

Apre in Piemonte una nuova struttura d’eccellenza per le fragilità cognitive. Il progetto

Dopo due anni di sperimentazione a Torino, consolidata questa esperienza, grazie ad un finanziamento specifico della Regione Piemonte, per il prossimo anno scolastico il progetto si moltiplicherà in altre 4 province piemontesi, compresa Novara, grazie alla collaborazione con i Dipartimenti di Neuropsichiatria Infantile delle ASL locali.

Il Centro HPL per Novara avrà sede all’Istituto Castelli in via Frasconi 6/A dove il progetto è stato presentato in conferenza stampa mercoledì 01 marzo alla presenza dell’Assessore regionale alla Famiglia, con delega ai Bambini, Chiara Caucino.

Durante l’inaugurazione anche il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha voluto portare il proprio importante e significativo saluto attraverso un video collegamento. In sala erano presenti anche l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati e il consigliere regionale, Federico Perugini:

«Oggi – ha detto Cirio – sono orgoglioso al pari di quando inauguriamo un nuovo stabilimento produttivo che porta lavoro o una nuova infrastruttura che potenzia i collegamenti – ha sottolineato il Presidente – Perché il nostro compito è quello di non lasciare nessuno indietro e i bambini rappresentano la risorsa più preziosa per il nostro futuro. Ringrazio l’Assessore Caucino per aver reso il Piemonte, con l’inaugurazione dei centri Hpl di cui Novara rappresenta la chiusura del cerchio che abbiamo aperto a Torino, una delle prime regioni a mettere in campo una attenzione così preziosa e con lei la Consulta per le persone in difficoltà e l’Associazione Diritti Negati».

«Si tratta di un progetto innovativo – ha invece sottolineato Caucino –  sul quale abbiamo lavorato anni e che rende il Piemonte una regione davvero all’avanguardia nel sostegno ai minori più fragili. Siamo infatti di fronte a una svolta che definirei epocale, perché andiamo ad occuparci di una importante fetta di studenti che, prima, venivano totalmente ignorati, creando una sorta di “zona grigia” dove il protagonista era il disagio. Con questo progetto, che vedrà la luce in 5 province piemontesi, facciamo nascere un’importante forma di accompagnamento, diversa da quella che caratterizza i bambini diagnosticati con “DSA – Disturbo Specifico dell’Apprendimento”, ma non meno importante in quanto aiuterà a prevenire la dispersione scolastica, le devianze comportamentali e gli episodi di autolesionismo, oltre ad aiutare davvero questi bambini e le loro famiglie. Fondamentale anche la presenza di progetti didattici personalizzati e di insegnanti di sostegno per soggetti che presentano problemi di natura cognitiva non diagnosticati come “DSA».

Il progetto muove infatti da una concreta considerazione in merito alle evidenze scientifiche che, per quanto la letteratura in tema non sia alquanto ricca, mettono in luce come i bambini e le bambine con Funzionamento Intellettivo Limite siano presenti in percentuali fra il 2,5% e il 7% della popolazione (Emerson, Einfeld e Stancliffe, 2010; Vianello, Di Nuovo e Lanfranchi, 2014), con una percentuale che varia a seconda dell’età (maggiore nel periodo di frequenza della scuola secondaria) e delle condizioni sociali (maggiori in caso di condizioni ambientali sfavorevoli).

Solo nella fascia di età della scuola primaria, in provincia di Novara, la pratica clinica condotta dalle Neuropsichiatrie, arriva a stimare in oltre 380 gli alunni e le alunne con Funzionamento Intellettivo Limite. Secondo una direttiva del Ministero dell’Istruzione del 2012, l’incidenza del fenomeno sulla popolazione scolastica si aggira intorno al 2.5%, cioè circa 200.000 alunni di età compresa tra 6 e 10 anni che, purtroppo, non hanno diritto all’insegnante di sostegno.

Inoltre gli studi clinici mostrano come soggetti con fragilità cognitiva presentano in età adulta una comorbidità (compresenza) elevata con i disturbi psichiatrici (Dekkert Koot, 2003; Cooper Smiley Morrison, 2007) ed una correlazione con fenomeni di devianza sociale che possono portare a problemi con la giustizia (Mason Murphy 2002), rappresentando una ampia quota della popolazione carceraria.

«Si tratta di un progetto particolarmente importante per quanto riguarda l’aspetto preventivo – spiega Vilma Raimondi del Consiglio Direttivo di ADN – Associazione Diritti Negati, ente capofila del progetto su Novara -. Riteniamo fondamentale un progetto come questo, per non creare differenze che negli anni possono trasformarsi in problemi importanti nell’apprendimento scolastico e nella vita. Si tratta anche di un importante lavoro di rete con le scuole, il servizio pubblico della Neuropsichiatria Infantile così da intercettare i primi segnali di difficoltà anche attraverso diagnosi idonee. Nelle scuole primarie ii bambini e le bambine imparano ad entrare in possesso delle chiavi del mondo degli adulti, attraverso la lettura, la scrittura, la calcolo. Si tratta di un momento di grande paesaggio per loro verso l’autonomia, anche psicologica. Per questi motivi un progetto come il Centro HPL è importante per individuare e sostenere quei bambini e quelle bambine che hanno più difficoltà ad accedere a questi strumenti fondamentali per la loro autonomia».

A Novara il nuovo Centro HPL avrà sede all’Istituto Castelli in via Frasconi 6/A dove i bambini e le bambine saranno seguiti due volte a settimana e potranno realizzare laboratori di potenziamento cognitivo completamente gratuiti. 

A partire dall’anno scolastico 2023-2024, grazie al sostegno della Regione Piemonte, il Centro HPL di Novara opererà in rete con gli altri Centri HPL a Torino, Alessandria, Biella, Savigliano (per la provincia di Cuneo).

«Ci sono dei parametri precisi per accedere – approfondisce la Dottoressa Barbara Urdanch, pedagogista che supervisiona il progetto -. Il Centro HPL si rivolge ai bambini e alle bambine della scuola primaria, dai 6 ai 10 anni, che hanno una fragilità cognitive legate a quelle che chiamiamo le “Funzioni Intellettive Limite”. I bambini e le bambine che vengono al Centro HPL trovano un’équipe psicopedagogica di 4 persone che analizza la loro situazione, ne discute e coinvolge la famiglia e la scuola, predispone un Piano di Potenziamento mirato per ciascuno di loro e lavora sulle aree di maggiore fragilità, come la memoria di lavoro, l’attenzione, l’organizzazione … attraverso percorsi che impiegano software digitali e attività ludo-didattiche per costruire o fortificare le abilità di base per gli apprendimenti espliciti».

Grazie al contributo della Regione Piemonte, il progetto mette tutto questo gratuitamente a disposizione delle famiglie che hanno figli e figlie con una diagnosi neuropsichiatrica di Funzionamento Intellettivo Limite. Una volta contattato il Centro HPL di riferimento, sarà un’équipe specializzata a valutare la situazione dei bambini e delle bambine, colloquiare le famiglie e avviare le attività di potenziamento..

Oltre alla presa in carico diretta, il progetto punta anche a creare maggiore consapevolezza nella comunità educante sul tema della neurodiversità. Per questo è stato creato il portale web www.centrohpl.it che offre materiali di approfondimento per insegnanti, famiglie, specialistici della cura dell’infanzia. Lo sviluppo neurologico atipico, infatti, non è una malattia, ma una condizione che semplicemente si allontana da quella più comune e frequente, detta “neurotipica”.

Nel ventaglio delle neurodivergenze si trovano le difficoltà di apprendimento, i funzionamenti cognitivi limite e le disabilità.

«Il Funzionamento Intellettivo Limite (FIL) – spiega ancora la dottoressa Urdanch – è una condizione che si colloca tra la norma e la disabilità intellettiva, per cui serve una diagnosi da parte del Servizio di NeuroPsichiatria Infantile. Purtroppo constatiamo che spesso la famiglia e la scuola non hanno gli strumenti per riconoscere i segnali del FIL e questi bambini e bambine non vengono diagnosticati, impedendo di fatto interventi specifici. Si tratta di una condizione che vede la presenza di un Quoziente Intellettivo compreso fra 71 e 85 (subito sotto alla norma) a cui si aggiunge spesso la presenza di altri disturbi (comorbidità) come Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), Disturbo dell’Attenzione e Iperattività (ADHD), disturbi del linguaggio».

Nel suo obiettivo di operare in rete con la comunità educante, il progetto Centro HPL offre anche alle famiglie il supporto di uno sportello di assistenza legale per rendere esigibili i propri diritti e alle scuole un percorso formativo specifico sulla didattica inclusiva per questi studenti.

«L’obiettivo del progetto – spiega Claudio Colombo, Presidente della Cooperativa Sociale START ONLUS, ente del terzo settore che opera sul territorio novarese dal 2020 –  è quello di supportare i bambini e le bambine con difficoltà di apprendimento ed è per questa motivazione che la nostra Cooperativa si è avvicinata al progetto con il supporto del Comune di Novara. La nostra mission è quella di creare le opportunità di benessere, il cosiddetto “far stare bene per sentirsi bene”,  per i minori e per le loro famiglie e questo progetto offre molte possibilità perché vede impegnati  tutor formati e psicologi attenti ai bisogno individuali dei minori coinvolti e delle loro famiglie. Siamo molto soddisfatti e onorati di iniziare questo percorso a Novara ed a far parte di un rete piemontese che raccoglie i bisogni dei minori e tutela il loro diritto allo studio supportandoli con percorsi specifici cercando di prevenire il fenomeno, sempre più diffuso, della dispersione scolastica attiva. Ringraziamo HPL Torino che ci ha permesso di vivere questa esperienza nella città in cui abbiamo dedicato il nostro lavoro negli ultimi tre anni».

Infine tutti i bambini e le bambine che frequentano il Centro HPL, dove “imparano ad imparare”, possono poi replicare a casa e a scuola le attività apprese, grazie al supporto di software specifici e open source.

Il Centro HPL è a Novara sarà attivo presso l’Istituto Castelli in via Frasconi 6/A tutti  i pomeriggi dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 19. Insegnanti e famiglie possono contattare la segreteria all’indirizzo segreteria.novara@centrohpl.it oppure al numero 0321 398337.

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