
Ex Ilva, Federacciai scende in campo: presentata la manifestazione d’interesse. Le ultime
Federacciai ha formalizzato la manifestazione di interesse per gli stabilimenti dell’ex Ilva. L’iniziativa, oltre alla Federazione delle imprese siderurgiche italiane, coinvolge 14 aziende associate e potrebbe rappresentare un passaggio importante nel complesso percorso verso il futuro degli impianti.
La proposta era attesa dai commissari già dalle prime settimane di agosto, dopo il confronto avviato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’ingresso della cordata italiana potrebbe ora consentire di definire più rapidamente il quadro delle possibili soluzioni per il gruppo siderurgico.
L’interesse di Federacciai riguarda, per il momento, esclusivamente l’area a freddo dello stabilimento di Taranto. La manifestazione arriva in una fase particolarmente delicata, mentre si avvicina la scadenza fissata dalla Corte d’Appello di Milano per l’area a caldo: il termine per la chiusura è previsto il 26 ottobre.
La presentazione della manifestazione non equivale ancora a un’offerta d’acquisto. Il principale effetto dell’iniziativa è infatti quello di permettere alla cordata di accedere a una serie di dati e informazioni indispensabili per valutare concretamente l’operazione. Tra questi rientrano i flussi delle merci, il numero dei lavoratori e dei dipendenti in cassa integrazione, oltre ai quantitativi di acciaio prodotti e trasformati. Sarà inoltre possibile effettuare eventuali sopralluoghi negli stabilimenti, così da arrivare alla definizione di una proposta economica vera e propria.
La futura offerta dovrà confrontarsi con quella di Jindal, che nei giorni scorsi ha ribadito la propria disponibilità a investire, anche dopo il provvedimento del Tribunale di Milano e indipendentemente dalla sorte dell’area a caldo.
Contro il decreto del tribunale, intanto, i commissari hanno presentato ricorso. Tuttavia, secondo fonti vicine alla vicenda, una decisione difficilmente arriverebbe prima della conclusione della procedura di vendita e, quindi, potrebbe non incidere concretamente sui tempi dell’operazione.