
Stellantis, Filosa rassicura: “Non vogliamo chiudere fabbriche italiane, ma serve protezione dalla concorrenza cinese”
“Stellantis non intende chiudere i propri stabilimenti italiani ed europei, ma per mantenere la competitività industriale ritiene indispensabile un sostegno concreto da parte dell’Unione Europea”. È questa la posizione espressa dall’amministratore delegato Antonio Filosa durante un’intervista esclusiva a MF-Class CNBC, nella quale ha evidenziato le difficoltà del settore automobilistico di fronte alla crescente concorrenza internazionale, soprattutto cinese.
Secondo il manager, le istituzioni europee dovrebbero adottare misure capaci di tutelare i produttori locali e rendere meno penalizzanti le regole legate alla transizione ecologica. Le attuali scadenze e gli obblighi normativi, infatti, rischiano di mettere in difficoltà le aziende europee rispetto ai concorrenti extra-UE.
Per affrontare l’eccesso di capacità produttiva, Stellantis punta anche su accordi industriali e collaborazioni strategiche, attraverso cui condividere le linee di produzione e sfruttare meglio le risorse disponibili, senza ricorrere necessariamente alla chiusura degli impianti.
Un ruolo centrale è affidato al Piano Italia, che prevede il mantenimento e il rafforzamento degli investimenti nel Paese. Tra i progetti annunciati entro il 2030 figurano la Fiat 500 ibrida nello stabilimento di Mirafiori, la Jeep Compass e la Lancia Gamma a Melfi, oltre a nuovi modelli destinati agli impianti di Alfa Romeo, Pomigliano e Atessa.
La strategia del gruppo mira quindi a salvaguardare l’occupazione, sostenere la produzione nazionale e consolidare la presenza industriale in Europa. Per raggiungere questi obiettivi, tuttavia, Filosa considera fondamentale una maggiore collaborazione con Bruxelles, attraverso norme più flessibili e strumenti di tutela capaci di garantire condizioni competitive più equilibrate rispetto ai costruttori cinesi.
La richiesta di Stellantis è dunque rivolta alle istituzioni europee: proteggere la manifattura continentale e accompagnare la trasformazione del settore automobilistico, evitando che la transizione tecnologica comprometta il futuro degli stabilimenti e dei lavoratori.