
Torino – Caos in centro: 4mila studenti in piazza. Volano manganellate e pietrate: genitori e prof fanno da scudo
A Torino la protesta studentesca ha portato in strada migliaia di giovani, ma la manifestazione del “No Meloni Day” è stata segnata da momenti di forte tensione e scontri con le forze dell’ordine.
Nel centro cittadino si sono verificati lanci di pietre, uso degli idranti e manganellate, mentre genitori e insegnanti hanno cercato di proteggere i ragazzi e impedire che la situazione degenerasse ulteriormente.
Secondo le informazioni riportate, circa 2.500 studenti hanno partecipato al corteo, mentre il titolo parla di una mobilitazione complessiva che ha coinvolto circa 4.000 giovani.
La protesta si inserisce in una settimana caratterizzata da occupazioni, scioperi e autogestioni nelle scuole di Torino e provincia. Negli ultimi due giorni, tuttavia, il clima si è fatto più pesante, con episodi di violenza, scontri fisici e atti vandalici all’interno di alcuni istituti. In diverse occasioni sarebbero entrati in azione gruppi di giovani con il volto coperto e armati di mazze.
Per prevenire ulteriori disordini, il prefetto ha vietato ai partecipanti di indossare caschi, passamontagna e maschere. Durante la manifestazione, le forze dell’ordine hanno identificato 25 persone che sfilavano incappucciate. La tensione ha avuto ripercussioni anche sulla mobilità cittadina: la stazione della metropolitana di Porta Susa è stata chiusa.
Nel capoluogo piemontese risultano occupati circa venti istituti superiori.
Alla mobilitazione hanno aderito anche i Fridays For Future. Il sindaco Stefano Lo Russo si è rivolto agli studenti attraverso Instagram, riconoscendo il diritto dei giovani a esprimere le proprie richieste, ma invitandoli a prendere le distanze da chi ricorre alla violenza. «Le vostre ragioni meritano di essere ascoltate», ha scritto, esortando i manifestanti a isolare i responsabili degli episodi più gravi.