In tre mesi perse oltre 10 mila aziende artigiane “E il peggio deve ancora venire” – L’allarme della Cgia

25/05/2020

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"Le misure sono ancora insufficienti a colmare la rovinosa caduta del fatturato registrata in questi ultimi mesi  da tantissime piccole realtà"

I dati sono impietosi: negli ultimi tre mesi nel nostro Paese sono state perse quasi 11 mila aziende artigiane.

L’allarme è  stato lanciato dalla Cgia, l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, e delinea quadro drammatico: senza aiuti dallo Stato  potrebbero essere 100 mila le aziende artigiane a non sopravvivere da qui alla fine del 2020.

Secondo la Cgia il peggio dovrebbe arrivare nei prossimi mesi, come ulteriore conseguenza dell’effetto economico negativo del Covid:

“In questi due mesi e mezzo di lockdown, molti artigiani senza alcun sostegno al reddito sono andati in difficoltà – ha dichiarato Paolo Zabeo (Cgia) – “e non sono stati pochi coloro che hanno ipotizzato di gettare la spugna e chiudere definitivamente. Dopo una settimana dalla riapertura totale, invece, lo stato d’animo è cambiato. C’è voglia di lottare, di resistere, di risollevare le sorti economiche della propria attività. Purtroppo, non tutti ce la faranno a sopravvivere con una perdita di almeno 300mila posti di lavoro a fine anno” 

Il peso della contrazione dipende dalla capacità di sostegno del Governo, dalle misure che verranno introdotte nei prossimi mesi – spiega l’Associazione.

Per scongiurare la fine di tantissime botteghe artigiane, per l’ Associazione Artigiani e Piccole Imprese, sarà necessario erogare importanti contributi a fondo perduto e azzerare le imposte erariali come l’Irpef, l’Ires e l’Imu sui capannoni per tutto il 2020.

“L’artigianato – ha aggiunto ai microfoni Rai il segretario degli Artigiani di Mestre Renato Mason – ha bisogno di sostegno perché è l’elemento di coesione sociale del nostro sistema produttivo. Se spariscono le micro imprese, rischiamo di abbassare notevolmente la qualità del nostro made in Italy. E’ vero che con il decreto Rilancio sono state introdotte diverse misure tra cui l’azzeramento del saldo e dell’acconto Irap in scadenza a giugno, la riproposizione dei 600 euro per il mese di aprile e la detrazione del 60% degli affitti, ma tutto questo è ancora insufficiente a colmare la rovinosa caduta del fatturato registrata in questi ultimi mesi  da tantissime piccole realtà. Troppi provvedimenti che rischiano di disperdere in tanti rivoli le risorse messe a disposizione – conclude Mason – che, invece,dovrebbero essere convogliate solo su tre voci: famiglie, indennizzi diretti alle imprese e taglio delle tasse”.

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