Pornodipendenza: tanti italiani ne soffrono. Ecco i campanelli d’allarme (e la cura)

08/07/2024

Pornodipendenza: tanti italiani ne soffrono. Ecco i campanelli d’allarme 

Pornodipendenza: come uscirne? I consigli del dottor Marco Rossi
La pornodipendenza, una vera e propria dipendenza che ostacola la costruzione di relazioni sane, affligge oltre il 6% degli uomini italiani tra i 20 e i 45 anni. Il dottor Marco Rossi chiarisce i termini del problema, descrivendolo come una ricerca compulsiva di gratificazione attraverso il materiale pornografico, principalmente su Internet.

La definizione di pornodipendenza
La pornodipendenza è caratterizzata dall’uso eccessivo di Internet per accedere a contenuti pornografici e partecipare a chat erotiche. Introdotta nel 1995 dal dottor Ivan Goldberg come Internet Addiction Disorder, è dibattuta tra chi la considera un comportamento compulsivo e chi la vede come una dipendenza vera e propria.

I sintomi e i rischi
La pornodipendenza si manifesta quando una persona trascorre dalle 5 alle 8 ore al giorno su siti porno, con gravi conseguenze sulla salute, sulle relazioni sociali e sull’economia personale. Le persone possono arrivare a compromettere il lavoro, le amicizie e la vita di coppia, spendendo somme ingenti su contenuti pornografici. La vasta offerta di pornografia online rende il problema più accessibile rispetto al passato, quando acquistare una rivista pornografica comportava una certa vergogna.

“Molte possono essere le cause che l’hanno portata a questa ‘dipendenza’: la noia, la curiosità, ma anche tante altre dinamiche legate alla persona, a esperienze passate di maltrattamenti, a vicende emotive forti, a un’immaturità affettiva e relazionale e all’incapacità di affrontare i propri vuoti – così il dottor Marco Rossi scrive sulla testata insalutenews.it.

“Il porno permette di non pensare, le tante ore passate davanti al pc sono un rifugio per allontanare i problemi che, però, ripiombano come una scure quando il pc si spegne. La realtà per un pornodipendente è quella cosa che fa stare male quando si abbandona il cyberspazio. Dopo il raggiungimento dell’orgasmo, che pone fine a vere e proprie maratone, l’individuo si sente in colpa per il suo comportamento, prova un misto di vergogna e umiliazione, si sente in debito verso il proprio partner o incapace di provare sentimenti e attrazioni vere nei confronti di una donna/uomo.

“Vorrei però chiarire quale è il campanello d’allarme. Il soggetto deve essere preoccupato se ha realmente la sensazione di non poterne fare a meno e quando mette da parte cose della sua vita per privilegiare la pornografia. In questo caso bisogna che si trovi il coraggio di ammettere che c’è qualcosa che non va, che non si può più rimandare un vero e proprio percorso di guarigione, che quelle ore passate davanti ad un pc possono essere impiegate per fare altro, per realizzare quei progetti accantonati da troppo tempo, per trovare un lavoro che le consenta di andare avanti o una partner per la vita.

Forza di volontà e aiuti dall’esterno come i forum e i gruppi di autoaiuto presenti sul web dove la possono aiutare. E soprattutto il supporto di un esperto. Chiedere aiuto necessita dell’ammissione del problema, chi chiede aiuto lo troverà, non c’è niente di cui vergognarsi”.

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