Scuole e Università chiuse fino a settembre, è sempre piu’ probabile – Ma l’anno scolastico sarà comunque salvo

20/03/2020

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Archiviata l'ipotesi di un rientro a scuola per gli studenti il 3 aprile

Archiviata, come facilmente prevedibile, l’ipotesi di un rientro a scuola per gli studenti il 3 aprile, data segnata dal primo programma del governo, si aprono ora due possibilità per la riapertura delle classi.
Per le scuole e le Università si lavora su due ipotesi: rinvio breve fino al 19 aprile (decisamente improbabile) o riapertura il 3 maggio. Non è da escludere, tuttavia, il caso estremo che l’anno scolastico 2019-2020 termini senza che gli studenti facciano ritorno classe.

Le parole del Ministro dell’Istruzione Azzolina ribadiscono le condizioni essenziali perché tutto torni alla normalità: “Riapriremo lo scuole solo quando avremo la certezza della assoluta sicurezza”.
Uno scenario che si augurano tutti, ma improbabile che si realizzi da qui alle prossime 5 o 6 settimane.

La didattica digitale in questi giorni ha così  lo stesso valore delle lezioni tradizionali: i professori andranno avanti col programma e valuteranno gli studenti. E gli stessi esami, ribadisce Azzolina, “si adatteranno”.

Ma il tempo necessario per la lotta al contagio, e il successivo periodo di attenzione altissima  che porterebbe a 100 giorno la fase di inizio e fine delle positività, fanno pensare che una ripresa delle lezioni e degli esami in aula sia, ad oggi,  a fortissimo rischio.

“Non vi sono ad oggi certezze che il contagio si esaurirà entro il 6-10 giugno, periodo in cui è prevista la chiusura dell’anno in diverse regioni – scrive Corrado Zunino su Repubblica, chiarendo la situazione.

“Con un picco del virus a fine marzo potremmo liberarci del COVID-19 a metà maggio. Con un picco a metà aprile, i tempi di guarigione del paese si spostano verso l’inizio di giugno. L’unico riferimento possibile, spiegano epidemiologi e statistici, è la Cina con i suoi cento giorni di inizio e fine delle positività. Da noi il primo contagio reso pubblico è del 29 gennaio scorso: con lo stesso andamento cinese, che non è per niente scontato, la fine della crisi si potrebbe collocare intorno al 10 maggio.

E quello non sarebbe uno spartiacque: anche la fase terminale del contagio andrà gestita con prudenza. La Cina, oggi virus free, ha tenuto ferma l’attività didattica in quasi tutte le scuole. La ministra ha deciso che la prima riunione per decidere il (breve) futuro dell’anno scolastico si terrà il 31 marzo. Per ora gli scenari condivisi con i dirigenti più importanti del ministero prevedono: un rientro dopo Pasqua (mercoledì 15 aprile, ad oggi il più improbabile); una riapertura tra 4 e 15 maggio e, infine, la soluzione del non ritorno”.

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