
Torino è sempre più “indiana” – Dopo la vendita di Iveco, Arcelor Mittal compra il gruppo Cln: altri tagli occupazionali
Un altro storico nome dell’industria piemontese si prepara a passare sotto il controllo indiano. Dopo le recenti operazioni che hanno coinvolto Iveco e Italdesign, anche il gruppo Cln, realtà storica della componentistica e della lavorazione dell’acciaio per il settore automobilistico, è vicino a un cambio di proprietà. Il colosso siderurgico Arcelor Mittal sarebbe infatti pronto ad acquisire il 100% della divisione legata all’acciaio per auto dell’azienda torinese, con sede industriale tra Alpignano e Caselette.
L’operazione ha già ottenuto il via libera dell’Antitrust europeo e avrebbe un valore stimato tra i 30 e i 40 milioni di euro. In questo modo la multinazionale indiana diventerebbe proprietaria totale della società controllata dalla famiglia Perris-Magnetto, per decenni partner strategico prima di Fiat e successivamente di Stellantis. L’accordo rappresenterebbe un ulteriore tassello nel crescente interesse delle aziende indiane verso il tessuto industriale torinese e piemontese.
Il gruppo Cln, specializzato nella produzione di acciaio piano al carbonio per automotive e industria, sta attraversando una fase economica molto difficile. Il rallentamento del mercato automobilistico e industriale ha aggravato una situazione finanziaria già delicata, con debiti vicini ai 400 milioni di euro. Proprio per affrontare la crisi l’azienda è entrata in una procedura di composizione negoziata. Se il governo italiano non dovesse intervenire attraverso il Golden Power, l’intesa tra Cln e Arcelor Mittal, partner dal 2015, diventerebbe definitiva.
La prospettiva dell’acquisizione preoccupa però i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, il piano industriale predisposto dalla multinazionale prevederebbe almeno cinquanta esuberi tra impiegati e personale amministrativo, su circa 400 dipendenti complessivi. Inoltre si starebbe valutando la possibile cessione di alcuni stabilimenti, compresi quelli di Monza e Torino Caselette.
Per il territorio piemontese sarebbe un ulteriore colpo a una filiera automobilistica già in forte trasformazione. Negli anni di maggiore espansione il gruppo Cln rappresentava una delle realtà più solide del comparto, con un fatturato superiore al miliardo di euro e migliaia di dipendenti in Italia e all’estero. Oggi, complice la riduzione del peso produttivo di Stellantis e l’aumento dell’indebitamento, anche questa storica azienda rischia di perdere il proprio radicamento locale, passando sotto il controllo di capitali stranieri.