
Torino – Sorpresa al Regina Margherita: la cantante Levante incontra e suona per i piccoli pazienti. Un giorno di emozioni e sorrisi
Un pomeriggio diverso dal solito ha portato gioia e momenti di serenità all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. La cantante Levante ha fatto visita ai bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia pediatrica, trascorrendo con loro alcune ore all’insegna della musica, del dialogo e della condivisione.
L’artista, il cui vero nome è Claudia Lagona, è arrivata in ospedale poche ore prima dell’esibizione prevista a Venaria. Per lei si è trattato anche di un ritorno simbolico, visto il forte legame con Torino, città in cui ha vissuto per molti anni. L’iniziativa è stata promossa da U.G.I. – Unione Genitori Italiani, associazione che da tempo offre sostegno ai bambini in cura e alle loro famiglie.
Durante la visita Levante è stata accompagnata dal Direttore generale Adriano Leli e dalla Direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino, Franca Fagioli. Fin dai primi minuti il clima è stato caloroso e spontaneo: la cantautrice ha parlato del suo percorso artistico, risposto alle domande dei ragazzi e condiviso esperienze personali con semplicità e disponibilità.
Successivamente si è trasferita nella sala giochi del reparto, dove ha preso la chitarra e cantato alcuni dei suoi pezzi più noti. Bambini, adolescenti e genitori hanno partecipato con entusiasmo, vivendo un momento capace di allontanare, almeno per un po’, pensieri difficili e preoccupazioni quotidiane legate alla malattia.
La visita ha assunto un valore profondo soprattutto per il rapporto umano nato tra la cantante e i piccoli pazienti. In un ambiente segnato da cure e attese, la musica è diventata occasione di conforto e speranza.
Al termine dell’incontro Levante ha condiviso sui social un messaggio molto intenso:
“Ci sono luoghi che raccontano la vita, la speranza e i sogni, più di molti altri. Indimenticabili gli occhi di chi ama e di chi è amato, mentre la convinzione d’essere lì per alleggerire chi ha bisogno di cure lascia il posto alla contezza di star ricevendo la cura più grande: le storie degli altri”.