TUTTA L’ITALIA DIVENTA ZONA PROTETTA – Conte: “Non vi spostate, se non per necessità”

09/03/2020

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Le regole valgono da questa sera per tutto il territorio nazionale.

La misura era nell’aria ed è stata ufficializzata dal premier Conte a Palazzo Chigi. Il governo uniforma le misure contro il Coronavirus in tutto il paese.

Le regole valgono da questa sera per tutto il territorio nazionale. Il sacrificio è richiesto a tutti gli italiani, ma spiega Conte in conferenza stampa: “Si tratta di un sacrificio necessario per combattere il propagarsi del virus”.

Fino a questo momento le ‘zone rosse’ considerate ad alto rischio in cui sono state fermate attività commerciali, scuole e uffici pubblici, sono i luoghi in cui si sono sviluppati i focolai piu’ difficili da gestire: le regioni Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, piu’ alcune province del Piemonte. Qui i cittadini sono stati invitati a seguire il giusto comportamento: chiusi bar, cinema e teatri per evitare l’aggregamento negli spazi pubblici.
Le misure si estendono ora in tutta l’Italia. Ora l’intero Paese è ora considerato zona protetta’: “Non ci sarà più una zona rossa. Evitare su tutto il territorio italiano gli spostamenti a meno che non siano motivati da ragioni di lavoro, salute o necessità“ – è il messaggio di questa sera del premier Conte.  Il presidente del Consiglio ha spiegato la necessità di una nuova stretta che riguarda tutto il paese. I divieti, fino ad oggi previsti per la Lombardia e 14 province , saranno in vigore almeno fino al 3 aprile. “I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importate. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa” – è il messaggio di Conte, che ha  aggiunto con preoccupazione:

“Non c’è tempo, il contagio cresce. Adotteremo norme ancora più forti e stringente. Le abitudini vanno cambiate ore per il bene dell’Italia: state a casa.  Saranno da evitare su tutto il territorio della penisola gli spostamenti a meno di comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità e motivi di salute. Aggiungiamo un divieto degli assembramenti all’aperto e in locali all’aperto. Comprendiamo il bisogno di socialità, ma non ci possiamo più permettere questi episodi, come la movida, che sono anche di contagio».

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