
Torino bocciata – Addio al sogno delle Olimpiadi 2030: è stata preferita l’Olanda. La delusione di Lo Russo e Cirio
Sfuma definitivamente il sogno olimpico di Torino per il 2030. La Francia, organizzatrice dei Giochi invernali sulle Alpi Francesi, ha scelto di escludere l’Oval torinese dalla corsa per ospitare le gare di pattinaggio di velocità, preferendo invece l’impianto di Heerenveen, nei Paesi Bassi. Una decisione che ha colto tutti di sorpresa e che rappresenta una forte delusione sia per la città sia per l’intero movimento sportivo italiano.
L’annuncio è arrivato al termine della riunione del comitato organizzatore francese, che ha deciso di avviare una trattativa esclusiva con il Thialf Arena olandese, struttura considerata tra le migliori al mondo per il pattinaggio di velocità. Torino esce quindi di scena nonostante un progetto ritenuto credibile e competitivo dagli stessi francesi. L’Oval, già protagonista durante le Olimpiadi del 2006, avrebbe dovuto essere rinnovato con un investimento da circa 12 milioni di euro per tornare al centro di un grande evento internazionale.
La bocciatura pesa ancora di più perché Torino vedeva in questa candidatura un’occasione di rilancio dopo il ruolo marginale avuto nei Giochi di Milano-Cortina 2026. Negli ultimi mesi il clima era apparso positivo: il sindaco Stefano Lo Russo e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio avevano più volte mostrato fiducia, convinti della solidità del dossier italiano. Anche alcune dichiarazioni provenienti dalla Francia sembravano favorire il capoluogo piemontese. Il ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot aveva espresso apprezzamento per Torino, considerata logisticamente più vicina alle sedi alpine francesi rispetto all’Olanda. Perfino il ministro dello Sport Andrea Abodi, pochi giorni fa, aveva parlato di sensazioni incoraggianti.
L’ingresso dei Paesi Bassi nella competizione con il moderno impianto di Heerenveen, già pronto e capace di ospitare oltre 12 mila spettatori, non aveva inizialmente scalfito l’ottimismo italiano. Invece la scelta finale ha premiato proprio la candidatura olandese, chiudendo bruscamente ogni speranza.
Lo Russo e Cirio hanno dichiarato di voler guardare avanti. L’obiettivo adesso è lavorare insieme a Lombardia e Liguria a un nuovo progetto olimpico italiano, puntando ai Giochi estivi del 2036 oppure del 2040.
“Con la candidatura Torino e il Piemonte hanno confermato la credibilità internazionale del nostro territorio nell’organizzazione dei grandi eventi sportivi e la qualità del lavoro svolto insieme alle istituzioni e agli stakeholder coinvolti” – hanno dichiarato. “Facciamo ora i nostri migliori auguri al Comitato Organizzatore delle Olimpiadi francesi del 2030 per il lavoro che li attende nei prossimi anni – e ringraziamo tutte le istituzioni che hanno accompagnato questo percorso, a partire dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, dalla Fondazione Crt e dalla Camera di Commercio di Torino, insieme a tutti i soggetti pubblici e privati che hanno contribuito alla candidatura”.
“Torino e il Piemonte – hanno concluso Lo Russo e Cirio – continueranno a investire nello sport e nei grandi eventi internazionali, concentrandosi ora su un lavoro congiunto con Milano, Genova, Regione Lombardia e Regione Liguria per la costruzione di un dossier olimpico competitivo in vista dei Giochi olimpici estivi del 2036 o del 2040”.