
Torino – Eccellenza Molinette: battuto un record storico, 5mila trapianti di rene: è il primo centro in Italia
L’ospedale Molinette di Torino ha raggiunto un risultato storico nel campo dei trapianti, diventando il primo centro italiano ad aver superato quota 5.000 interventi renali. Il traguardo, maturato in 45 anni di attività, conferma il ruolo di riferimento della struttura torinese, considerata anche tra gli otto centri specializzati più importanti d’Europa. Il primo trapianto risale al 7 novembre 1981.
A segnare simbolicamente questo record è stata una paziente di 63 anni, affetta da una malattia renale ereditaria e sottoposta a dialisi dal 2024. L’operazione è riuscita con esito positivo e la donna ha potuto interrompere la dialisi, recuperando una buona funzionalità renale. Al primo ottobre 2026, il bilancio complessivo del centro aveva già raggiunto 5.057 trapianti, comprendendo interventi da donatori deceduti e viventi, nuovi trapianti su pazienti già operati e procedure combinate con altri organi.
Un settore di particolare eccellenza riguarda i casi più complessi, soprattutto quando la patologia originaria rischia di ripresentarsi nel rene trapiantato. L’esperienza delle Molinette ha contribuito allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per alcune malattie rare, ottenendo riconoscimenti anche nella letteratura scientifica internazionale.
Alla base di questi risultati c’è una collaborazione consolidata tra specialisti di nefrologia, chirurgia vascolare, urologia e anestesia, affiancati da infermieri, tecnici e numerosi altri professionisti sanitari. Il lavoro integrato permette di seguire i pazienti durante tutte le fasi del percorso, dalla preparazione all’intervento fino alla successiva assistenza.
Il professor Luigi Biancone sottolinea i progressi della disciplina, favoriti da medicinali innovativi e tecniche chirurgiche sempre più avanzate, evidenziando però che soltanto una parte dei pazienti in dialisi può accedere alla lista d’attesa. «Il nostro obiettivo è l’inclusività, vorremmo che nessuno fosse lasciato indietro, se non per controindicazioni assolute», afferma.
Il presidente regionale Alberto Cirio e l’assessore Federico Riboldi ricordano infine il contributo fondamentale dei donatori e delle loro famiglie, grazie ai quali migliaia di persone hanno potuto ritrovare una prospettiva di vita. Il primato rappresenta quindi non soltanto un successo medico, ma anche il risultato di decenni di ricerca, organizzazione e impegno collettivo.