
Torino – La Regione contro la nuova Moschea. “Pronti a modificare la legge urbanistica per bloccare il progetto. Fermiamo il ‘Torinistan'”
La Regione Piemonte vuole ostacolare la costruzione della nuova moschea prevista nel progetto di recupero dell’ex area Nebiolo, nel quartiere Aurora di Torino. Il piano, approvato dal Comune, comprende un centro polifunzionale con uno studentato da 80 posti e un luogo di culto destinato ad accogliere fino a mille fedeli.
Il vicepresidente regionale Maurizio Marrone ha annunciato l’intenzione di intervenire sulla normativa urbanistica, introducendo distanze minime obbligatorie tra edifici appartenenti a religioni differenti. In questo modo, la presenza di una chiesa nelle vicinanze potrebbe impedire l’autorizzazione di nuove moschee, bloccando di fatto il progetto promosso dalla Confederazione islamica italiana.
Marrone e la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli contestano il progetto, per il rischio di «islamizzazione selvaggia della città». I due esponenti politici accusano inoltre il sindaco Lo Russo di voler trasformare i quartieri Barriera e Aurora in Ceuta e dichiarano di voler «fermare il Torinistan auspicato dal campo largo».
L’assessore regionale ha espresso preoccupazione anche per il finanziamento da dal Marocco dell’intervento, sostenendo che alcuni Stati potrebbero voler «mischiare politica e proselitismo in quartieri polveriera».
Le perplessità sull’operazione sono condivise anche da Forza Italia, che chiede chiarimenti sulla provenienza dei fondi e sull’adeguatezza dell’area individuata tra via Bologna e corso Novara. Il senatore Roberto Rosso, il segretario cittadino Marco Fontana e i consiglieri comunali del partito hanno sollevato dubbi sulla gestione dell’afflusso previsto di fedeli e studenti, chiedendo se siano stati analizzati attentamente i flussi di persone «Chiediamo se l’ex Fonderia Nebiolo sia davvero il luogo adatto. L’area tra via Bologna e corso Novara presenta già criticità legate a sicurezza, degrado, traffico e servizi. Sono stati valutati i flussi di mille fedeli e degli studenti? Quanti parcheggi saranno disponibili? Come verranno gestiti mobilità, ordine pubblico, rumore e convivenza con i residenti? Il permesso di costruire non cancella queste domande» spiegano gli azzurri.
«C’è poi il tema dei finanziamenti. La stampa riferisce da tempo di un coinvolgimento del re del Marocco nel sostegno economico al progetto. Lo Russo ha verificato provenienza dei fondi, finanziatori, importi e condizioni? Chi controllerà la futura gestione della moschea e del centro culturale? Quali garanzie ci sono sull’autonomia dell’istituzione, sulla formazione degli imam e sul rispetto dei principi costituzionali? Su 17 milioni di euro servono documenti pubblici, non rassicurazioni verbali» aggiungono Rosso e Fontana.