
Torino – Parla la “torturatrice torinese” con la partita Iva: «Mi pagano 300 euro all’ora per provare dolore. E io li picchio». Chi sono i suoi clienti
A Torino c’è una professionista che ha trasformato un mestiere fuori dagli schemi in una vera attività. Si chiama Julia Roccuzzo, ha 29 anni, è siciliana e vive a Torino da circa dieci anni. Ex modella ed ex concorrente di Temptation Island, si presenta come una «torturatrice» e racconta di lavorare con clienti disposti a pagare per sperimentare dolore e sottomissione. Il tutto, precisa, senza fare del sesso il centro della questione.
«Picchio le persone a pagamento. Quello che faccio è semplicemente fare del male alle persone che mi pagano per questo. Molti tendono a raggruppare questa categoria tutta insieme e pensano al mondo fetish o ai piedi. Ma io faccio altro: provoco dolore, che sia mentale o fisico».
Roccuzzo, che ha una laurea in psicologia, definisce le proprie prestazioni «consulenze» e sostiene che alla base ci sia soprattutto una componente psicologica. Così ha raccontato al Corriere della sera: “«I sottomessi ti chiedono di intervenire in un loro tipo di male. […] È proprio una tortura mentale. È una loro necessità di sentire dolore, mentale o fisico». Un percorso che, secondo lei, può avere effetti anche successivi alla sessione.
Il suo ingresso in questo mondo sarebbe arrivato dopo un’esperienza nel settore automobilistico. «Lavoravo come broker nel settore auto, ma sono laureata in psicologia. Quando il mio ex datore di lavoro ha avuto difficoltà a pagarci lo stipendio ho iniziato a vendere piedi». Da allora avrebbe studiato tecniche e dinamiche legate alla pratica, fino a trasformarla in professione.
Quanto ai clienti, il ritratto è diverso dal cliché. «Chi nella vita di tutti i giorni ha un grande potere nelle mani», racconta, citando manager e personaggi dello spettacolo. Oggi ha scelto di abbandonare gli incontri dal vivo e lavorare esclusivamente online: «Dieci minuti costano 50 euro, un’ora 300».
E poi c’è Giulia, quella fuori dal personaggio. «Non sono la stessa persona tutto il giorno. C’è anche la Giulia normale che vive tranquillamente la propria vita». Un dualismo che lei paragona a quello di chi svolge professioni d’aiuto. E torna ancora alla psicologia: «Potrei fare la psicoterapeuta. Sono laureata». La sua ultima riflessione è forse la più discussa: «Se posso aiutare una donna che è stata vittima di soprusi, lo faccio […] Perché dovrebbe sfogarsi in altri modi, magari con la ludopatia o con l’alcol?».
La foto da threads.com Julia Rocuzzo